DECRETO IMPRESE: LE PRIME VALUTAZIONI

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 6 aprile scorso il cosiddetto Decreto Imprese, contenente misure urgenti riguardanti, tra le altre, l’accesso al credito e il rinvio di alcuni adempimenti per le imprese.

Il provvedimento, non ancora pubblicato in GU e quindi suscettibile di ulteriori modifiche, contiene misure analoghe a quelle adottate da altri importanti Paesi (es. Germania, Francia, Spagna) e tiene anche conto delle modifiche approvate a livello europeo in tema di aiuti di Stato.

In generale, esso prevede un set di misure in linea con le richieste del sistema Confindustria per garantire flussi di liquidità alle imprese e l’operatività delle stesse, prorogare i versamenti erariali e contributivi e rafforzare la capacità di resilienza del tessuto produttivo, anche rispetto ad “acquisti predatori”.

Più in dettaglio, il decreto ha queste 4 principali finalità:

Il sostegno alla liquidità, mobilitando 400 miliardi di garanzie per il supporto delle imprese e dell’export, anche potenziando l’intervento del Fondo di garanzia per le PMI. In particolare:

  1. i) viene rafforzato l’intervento del Fondo di garanzia per le PMI a sostegno di PMI e mid cap (imprese con un numero di dipendenti fino a 499). Considerate le risorse già stanziate e i nuovi stanziamenti effettuati con il decreto e annunciati dal Governo, il Fondo potrebbe arrivare a garantire nel 2020 finanziamenti per circa 65 miliardi;

    ii) si prevede un nuovo intervento di garanzia di SACE a copertura dei finanziamenti bancari concessi alle imprese che abbiano esaurito la propria capacità di accesso al Fondo di Garanzia. Sono previste garanzie per 200 miliardi di finanziamenti;

    iii) viene modificato il funzionamento dell’intervento di SACE per potenziare il sostegno pubblico all’esportazione delle imprese. L’intervento libererà, secondo le stime fornite dal Governo, fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

  1. Interventi di natura fiscale, a partire da una ulteriore sospensione dei versamenti tributari e contributivi.
  1. La garanzia della continuità aziendale nella difficile fase emergenziale, attraverso un pacchetto di misure che impattano sul diritto societario e su quello concorsuale, nonché il rinvio di un anno dell’entrata in vigore del Codice della Crisi e dell’Insolvenza (rinvio calendarizzato al 1° settembre 2021).
  1. Il rafforzamento della disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica. In particolare, le misure in tema di poteri speciali puntano ad ampliare le prerogative del Governo, estendendo l’ambito applicativo dei Golden Power a tutti i settori ritenuti di rilevanza strategica dalla disciplina europea sullo screening degli investimenti esteri diretti e anche a investimenti effettuati da soggetti appartenenti all’Unione europea.

In allegato una nota di Confindustria, contenente alcune prime valutazioni sulle principali misure del decreto-legge

Pubblicato in comunicazioni

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